Ho perso il gusto: cosa può essere?
Ti sembra che i cibi abbiano meno sapore, un sapore diverso oppure un gusto metallico o sgradevole persistente? Le alterazioni del gusto possono essere temporanee o persistenti e possono dipendere da numerose cause, locali o generali.
La riduzione della capacità di percepire i sapori viene chiamata ipogeusia, la perdita completa ageusia, mentre con disgeusia si indica una percezione alterata o sgradevole del gusto.
È importante però distinguere una vera alterazione del gusto da un problema dell’olfatto, perché le due sensazioni sono strettamente collegate.
Come si valuta un’alterazione del gusto?
La valutazione parte dal racconto del paziente: quando è comparso il disturbo, se è improvviso o progressivo, se riguarda tutti i sapori o soltanto alcuni e se è associato ad altri sintomi, come bocca secca, bruciore orale o alterazioni dell’olfatto.
È importante inoltre ricostruire i farmaci assunti, eventuali malattie generali e le condizioni della bocca. Quando necessario possono essere indicati esami specifici, valutazioni della saliva o approfondimenti da parte di altri specialisti.
Quali possono essere le cause?
Possono esserci cause di ordine generale e cause di ordine locale.
Cause di ordine generale:
Farmaci. Numerosi farmaci possono provocare alterazioni del gusto. Sono segnalate soprattutto con alcuni antibiotici, farmaci antineoplastici o immunomodulanti e farmaci attivi sul sistema nervoso; anche gli ACE-inibitori sono una causa nota. Una revisione su oltre 1.600 farmaci ha identificato la disgeusia come possibile effetto indesiderato in centinaia di principi attivi
Malattie sistemiche
- Sindrome di Sjogren
- Ipotiroidismo
- Insufficienza epatica
- COVID 19
- Diabete
- malattia renale cronica
- infezioni respiratorie
- deficit nutrizionali.
Cause di ordine locale:
- Collutori
- Clorexidina
- Candidosi
- Xerostomia – bocca secca
- problemi dentali
- igiene orale
- dolore orale e protesi incongrue
Quando l’alterazione del gusto deve essere controllata?
Un’alterazione del gusto occasionale e di breve durata può essere transitoria. È invece opportuno approfondirla quando persiste, compare senza una causa evidente, si associa a perdita di peso, riduzione dell’appetito, bocca secca importante, bruciore orale oppure ad altri sintomi neurologici o generali.
Anche un gusto metallico o sgradevole persistente merita una valutazione, soprattutto se è comparso dopo l’introduzione di un nuovo farmaco o insieme ad altre modificazioni della bocca.
Come viene curata?
E’ abbastanza chiaro che la ricerca della causa dell’alterazione del gusto è molto complessa e spesso richiede l’interazione di medici di diverse specialità. Nel caso essa fosse riconducibile ad un farmaco assunto, la sospensione di questo o la sua sostituzione può portare, non immediatamente, alla scomparsa del sintomo. Questa correlazione però non è sempre confermata. Ci sono poi terapie farmacologiche che non possono essere sospese. Un farmaco non deve essere sospeso autonomamente. Se si sospetta una relazione con una terapia, la modifica deve essere valutata con il medico che l’ha prescritta.
La cura della patologia causa dell’alterazione del gusto può portare alla risoluzione del sintomo, purché non si sia verificato un danno irreversibile della funzione nervosa.
Se il disturbo persiste, è opportuno sottoporlo a valutazione per identificarne la causa e stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti o un trattamento specifico.
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